CrowdStrike presenta il suo “Technology Threat Landscape Report 2026“, che rivela come gli avversari di matrice cinese stiano intensificando le attività di spionaggio contro le aziende del comparto tecnologico per sottrarre la proprietà intellettuale e le capacità di AI che non riescono a sviluppare autonomamente in modo rapido. In uno scenario in cui gli asset di intelligenza artificiale più preziosi al mondo sono concentrati all’interno delle aziende tech, questo settore rappresenta il più bersagliato, e gli avversari riconducibili alla Cina sono risultati responsabili di oltre il 58% delle intrusioni sponsorizzate da Stati mirate al comparto.
Parallelamente, gli avversari legati alla Corea del Nord stanno accelerando le operazioni fraudolente che coinvolgono falsi professionisti IT allo scopo di sottrarre denaro da far confluire nei conti del regime, mentre gli attori di eCrime sfruttano sempre più l’AI come arma, trasformando gli ecosistemi che la sviluppano in vettori di attacco. Il report lo evidenzia chiaramente: la stessa innovazione che conferisce valore alla tecnologia la rende il bersaglio principale degli avversari.
I principali risultati del Technology Threat Landscape Report 2026
Sulla base dell’intelligence raccolta dagli specialisti del team Counter Adversary Operations di CrowdStrike, che monitora oltre 280 avversari identificati, il report rileva:
- Avversari riconducibili alla Cina sottraggono tecnologia per alimentare i piani strategici di Pechino in ambito AI: avversari riconducibili alla Cina, tra i quali MURKY PANDA, MUSTANG PANDA, OVERCAST PANDA, SUNRISE PANDA e WARP PANDA, hanno preso di mira il settore tecnologico più di qualsiasi altro comparto. La sola campagna di password spraying di MURKY PANDA ha colpito oltre 340 organizzazioni con sede negli Stati Uniti.
- La Corea del Nord infiltra operatori all’interno tecnologiche utilizzando l’AI: FAMOUS CHOLLIMA ha utilizzato identità fittizie potenziate dall’AI e società di comodo statunitensi per ottenere ruoli IT da remoto all’interno di aziende tecnologiche, generando il 47% di tutte le intrusioni interattive sponsorizzate da Stati contro il settore e indirizzando proventi illeciti direttamente ai programmi militari del regime.
- I cybercriminali accelerano l’accesso per finalità estorsive: gli attacchi a scopo economico hanno rappresentato il 65% di tutte le operazioni interattive contro il settore. Gli initial access broker – cybercriminali che ottengono l’accesso iniziale a reti aziendali compromesse e poi lo rivendono ad altri gruppi criminali – hanno messo in vendita l’accesso a 277 organizzazioni del settore tecnologico, con un aumento di quasi il 30%, mentre i gruppi specializzati in attacchi contro obiettivi di alto valore (big game hunting) hanno pubblicato i nomi di 572 realtà tecnologiche su siti di leak dedicati, con finalità estorsive.
- I gruppi di eCrime sfruttano l’AI per scalare gli attacchi: gli avversari hanno utilizzato script generati dall’AI per scaricare credenziali e cancellare prove forensi in modo estremamente rapido, riducendo drasticamente il tempo a disposizione dei difensori per rispondere. Nel più ampio panorama dell’eCrime, gli attori hanno sfruttato la rapida adozione dell’AI distribuendo Skrawl, un nuovo malware progettato per sottrarre dati su MacOS, attraverso false estensioni OpenClaw e siti di download contraffatti che impersonavano strumenti di AI legittimi.
- Gli avversari si infiltrano nelle supply chain degli sviluppatori: STARDUST CHOLLIMA ha compromesso il pacchetto NPM Axios, scaricato 100 milioni di volte a settimana, esponendo potenzialmente milioni di utenti finali, mettendo a rischio la sicurezza delle catene di fornitura software open source. Inoltre, prima dell’intervento di CrowdStrike per interrompere le botnet Glassworm, gli operatori del malware hanno compromesso 350 repository GitHub per inserire codice malevolo in progetti JavaScript e Python, prendendo di mira gli ecosistemi di sviluppo software.
“Le aziende del settore tecnologico stanno creando gli asset più preziosi e più presi di mira al mondo. Ogni innovazione nell’AI crea al tempo stesso un vantaggio competitivo e una nuova superficie di attacco”, ha dichiarato Adam Meyers, Head of Counter Adversary Operations di CrowdStrike. “La Cina utilizza il cyberspionaggio come vera e propria politica industriale, per cercare di colmare il divario nell’innovazione AI, dimostrando che le capacità dell’AI sono il vero obiettivo a cui puntano gli avversari. Che si tratti di sviluppare l’AI o di adottarla, la sicurezza deve essere integrata fin dall’inizio”.


