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    Lenovo Think Report e l’importanza del “real thinking”

    By Redazione LineaEDP06/10/20226 Mins Read
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    Lenovo ha pubblicato il suo primo Think Report da cui emerge come la capacità di sviluppare un pensiero critico sia compromessa

    In occasione del 30° anniversario di ThinkPad, Lenovo ha realizzato Think Report, un’approfondita ricerca globale per comprendere le abitudini di pensiero, identificare le lacune e l’impatto che può avere la tecnologia nello sviluppare nuovi processi di pensiero a favore di un futuro migliore per l’umanità.

    Dallo studio emerge come la capacità di sviluppare un pensiero critico sia compromessa: in tutto il mondo gli intervistati dichiarano, infatti, una perdita di produttività di circa due ore al giorno dovuta all’incapacità di pensare in modo mirato, principalmente a causa del burnout, dello stress e dell’affaticamento mentale che hanno sperimentato a causa degli enormi cambiamenti sociali degli ultimi due anni.

    Il report, che ha coinvolto oltre 5.700 persone provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Giappone, è stato presentato in concomitanza con il 30° anniversario di Lenovo ThinkPad. I risultati mirano a sensibilizzare i lavoratori sull’importanza del “real thinking” per consentire di utilizzare la tecnologia in modo più intelligente, collaborativo e meno invasivo, così da non interferire sulla loro vita personale e sul benessere.

    Come sottolineato in una nota ufficiale da Emily Ketchen, VP e CMO di Intelligent Devices Group, Lenovo: «È stato illuminante constatare che a livello globale le persone ritengano che il progresso della società sia a rischio a causa della difficoltà di sviluppare un pensiero critico. L’80% degli intervistati è convinta che dobbiamo essere noi, come società, ad avviare una nuova rivoluzione nel modo di pensare. Nel celebrare il 30° anniversario di ThinkPad, viviamo un momento cruciale per rivalutare come la tecnologia human-centered possa favorire la capacità di pensiero critico in tutti gli aspetti della nostra vita – in casa, sul posto di lavoro, a scuola, ovunque».

    Il thinking gap

    Gli intervistati ritengono che gli eventi degli ultimi anni abbiano contribuito ad aggravare le distrazioni, l’aumento del multitasking e la stanchezza, nel complesso fattori che compromettono la qualità del loro pensiero.

    • Solo il 34% degli intervistati dichiara di dedicare “tutto” o “la maggior parte” del proprio tempo a pensare in modo chiaro, profondo e produttivo.
    • Il 75% dei decision maker IT a livello globale afferma che i loro colleghi hanno “grande” o “in qualche modo” difficoltà a pensare in modo chiaro e produttivo.
    • Il 64% degli intervistati ritiene di dipendere dal pensiero pratico o di “sopravvivenza” e che la capacità di pensare rapidamente e in multitasking sia “estremamente” o “molto importante”, con conseguente mancanza di pensiero innovativo e concreto che possa avere un impatto sul progresso e la crescita.

    Inoltre, la maggior parte degli intervistati ritiene che la situazione non stia migliorando e prevede che la propria vita non diventerà più facile o meno stressante nei prossimi anni.

    La forza del pensiero critico

    A livello globale, nonostante molti degli intervistati abbiano dichiarato di fare fatica a sviluppare un processo di pensiero critico, si registra un’associazione positiva con la possibilità di migliorare i processi di pensiero e si comprendono i benefici che provengono dalla capacità di portare a un livello superiore la propria capacità di ragionamento.

    • Il 65% degli intervistati ritiene che pensare in modo chiaro, profondo e produttivo li aiuterà a prendere decisioni migliori.
    • Il 79% degli intervistati negli Stati Uniti considera il pensiero critico “estremo” o “molto importante”.

    Le abitudini di pensiero

    Nonostante le persone riconoscano le potenzialità nel migliorare il modo in cui pensano, gli orari in cui si sviluppa il pensiero produttivo variano notevolmente a seconda della provenienza degli intervistati e non sempre coincidono con la tradizionale giornata lavorativa.

    • Il 37% degli intervistati negli Stati Uniti e il 24% di quelli nel Regno Unito preferiscono la sera tardi o la mattina presto.
    • Il 25% degli intervistati in Giappone preferisce la metà della mattina. Mentre il 35% degli intervistati in Germania riferisce di scegliere la sera.

    In generale, si evince dallo studio che il primo requisito indispensabile per pensare meglio sia un ambiente tranquillo e gli intervistati hanno dichiarato che le tecnologie di cancellazione del rumore sono le più apprezzate per aiutare a riflettere in modo approfondito.

    Un modo di pensare più produttivo grazie alla tecnologia

    Secondo lo studio, l’evoluzione delle tecnologie di comunicazione e collaborazione sono l’elemento più utile per promuovere un modo di pensare produttivo ed efficace. Inoltre, imparare a usare la tecnologia in modo più mirato, stabilendo dei limiti, circoscrivendo le distrazioni e riducendo il disordine delle informazioni, può aiutarci ad avere abitudini di pensiero migliori.

    • Il 66% dei business end user intervistati è alla ricerca di informazioni su come la tecnologia possa aiutare a pensare in modo chiaro, profondo e produttivo. Sono la categoria più disposta a prendere in considerazione la possibilità di rivalutare il loro rapporto con la tecnologia. Ad esempio, molti ritengono che la semplificazione dei compiti potrebbe aiutare le persone a pensare meglio.
    • Il 40% degli intervistati in Germania vorrebbe imparare a usare la tecnologia in modo più mirato.
    • Il 39% degli intervistati negli Stati Uniti vorrebbe porre dei limiti all’uso della tecnologia. Ad esempio, dedicando un momento preciso per suonare uno strumento o fare esercizio fisico.

    La stragrande maggioranza dei decisori IT intervistati si sente ottimista riguardo alla tecnologia a cui hanno accesso i loro colleghi e al modo in cui questa consente ai dipendenti e alle organizzazioni di pensare in modo chiaro. Che si tratti di tempi stretti per rispettare le scadenze, della necessità di far collaborare le persone all’interno dell’azienda o dell’opportunità di inventare, oltre il 60% degli intervistati crede che la tecnologia aiuti le persone a impegnarsi in un pensiero critico, riflessivo, collaborativo, in una modalità di riflessione che analizza e sperimenta.

    Pensare per l’umanità

    Nel complesso, gli intervistati concordano nel ritenere che migliorare le modalità di pensiero possa avere effetti a lungo termine. La maggioranza degli intervistati afferma che un approccio differente porterebbe grandi vantaggi all’intera umanità contribuendo a risolvere le sfide dell’umanità e della società per le generazioni future. Il 62% degli intervistati negli Stati Uniti, il 54% nel Regno Unito e il 52% in Germania affermano che la nostra società sarebbe più gentile se ci impegnassimo a sviluppare un pensiero più chiaro, profondo e produttivo.

    Lenovo Think Report ThinkPad
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