Kaspersky e INTERPOL unite nell’Anti-Ransomware Day

Kaspersky e INTERPOL invitano le aziende ad adottare misure di protezione adeguate e a pianificare frequenti backup contro i ransomware

Sembra ieri quando, il 12 maggio 2017, WannaCry, la più grande epidemia di ransomware della storia, aveva raggiunto il suo apice. Sulla base di una minaccia informatica che, tre anni dopo, continua a prendere di mira privati e aziende, Kaspersky e INTERPOL invitano le aziende ad adottare misure di protezione adeguate e a pianificare frequenti backup.

Nel 2019, infatti, i ransomware hanno causato perdite economiche per 1,46 milioni di dollari in media e, anche se non si tratta di una minaccia tra le più avanzate a livello tecnico, permette agli attaccanti di mettere in stallo le operazioni commerciali e di estorcere denaro.

Serve una sicurezza affidabile e buone pratiche da adottare

Tuttavia, come ricordano Kaspersky e INTERPOL in occasione dell’Anti-Ransomware Day, adottando misure di sicurezza adeguate è possibile contrastare i ransomware e rimanere protetti. L’invito alle organizzazioni, però, non è solo a utilizzare una protezione di sicurezza affidabile contro i ransomware, che come dimostrato dalle recenti statistiche rappresentano una minaccia ancora attuale, ma anche adottare alcune importanti pratiche di sicurezza.

Secondo quanto emerso dalla ricerca di Kaspersky, nel 2019 ben 767.907 utenti sono stati attaccati dagli encryptor e quasi un terzo di questi (30%) erano dipendenti aziendali. Tra tutte le famiglie di encryption, WannaCry rimane quella più utilizzata: nel 2019 ha attaccato 164.433 utenti costituendo il 21% di tutti gli attacchi rilevati. A seguire, tra le altre famiglie di ransomware più sfruttate, con un margine significativo, troviamo GandCrab (11%) e Stop (4%). Il primo è un noto ransomware-as-a-service, sviluppato da un team di criminali e, già da anni, reso disponibile a una community più ampia. La campagna di ransomware Stop è stata invece diffusa attraverso software e siti web compromessi, oltre che attraverso adware.

Come riferito in una nota ufficiale da Craig Jones, Direttore della Direzione Cybercrime di INTERPOL: «A seguito dell’esplosione dell’epidemia WannaCry, i criminali informatici, per sferrare altri attacchi ransomware, hanno diversificato i loro vettori di attacco. Gli attacchi sono diventati più mirati e l’attenzione è stata rivolta ad aziende, organizzazioni governative e strutture sanitarie, tutti settori in cui le informazioni sono critiche e le probabilità di ottenere un riscatto più alto sono quindi più elevate. Durante la pandemia di COVID-19, le organizzazioni più vulnerabili sono state gli ospedali che spesso non hanno potuto accedere alle attrezzature mediche necessarie e alle informazioni sui pazienti. Il Global Cybercrime Programme di INTERPOL ha aiutato le organizzazioni colpite a riorganizzarsi dopo gli attacchi e a prevenire ulteriori danni. Attualmente, stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri Paesi membri e i partner privati, tra cui Kaspersky, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi di mitigazione e prevenzione delle minacce informatiche, attraverso una campagna di sensibilizzazione globale che si sta sviluppando nel mese di maggio 2020. Questa settimana, per sostenere l’Anti-Ransomware Day, la campagna che incoraggia il grande pubblico a mantenere una corretta cyber-hygiene e promuove il concetto #WashYourCyberHands, si concentrerà proprio sulla sensibilizzazione degli utenti contro i ransomware».

Per Sergey Martsynkyan, Head of B2B Product Marketing di Kaspersky: «L’epidemia WannaCry ha causato alle aziende perdite di fatturato per milioni di dollari, dovute principalmente a tempi di inattività o ai costi legati ai danni alla reputazione, dimostrando ciò che accade quando un ransomware viene diffuso su vasta scala. Il ransomware rimane una minaccia più che concreta, soprattutto tenendo conto che molti utenti non sono informati e potrebbero cadere facilmente nella trappola dei criminali informatici. Per rendere meno efficace e meno critica questa minaccia è importante adottare un corretto approccio alla sicurezza e misure di protezione adeguate».

Le misure anti-ransomware di Kaspersky 

  • Istruire i dipendenti al rispetto di semplici regole che possono aiutare l’azienda a evitare incidenti provocati dai ransomware. I corsi di formazione dedicati, come quelli forniti dalla piattaforma Kaspersky Automated Security Awareness Platform, sono un valido strumento di supporto.
  • Fare sempre una copia di backup dei file, in modo da poterli sostituire in caso di perdita causata, ad esempio, da un malware o da un dispositivo danneggiato. Per una maggiore livello di sicurezza, memorizzare i dati anche nel cloud storage, oltre che su un dispositivo esterno, assicurandosi di potervi accedere rapidamente in caso di emergenza.
  • Installare tutti gli aggiornamenti di sicurezza non appena disponibili. Aggiornare sempre il sistema operativo e il software per eliminare le vulnerabilità recenti.
  • La versione recentemente aggiornata di Kaspersky Anti-Ransomware Tool for Business contiene una funzione di prevenzione degli exploit che impedisce che i ransomware e altre minacce sfruttino le vulnerabilità del software e delle applicazioni. È utile anche per i clienti che utilizzano Windows 7: dalla fine del supporto per Windows 7, lo sviluppatore non predispone più le patch per le nuove vulnerabilità di questo sistema. È disponibile una prova gratuita della soluzione.
  • È importante tenere a mente che il riscatto è un reato penale. Se un dispositivo aziendale venisse criptato, il riscatto richiesto non deve essere pagato. Ciò che va fatto è inviare una segnalazione alle forze dell’ordine locali e cercare un decryptor su internet.