Nel dibattito sulla trasformazione digitale del Paese, parole come innovazione, competenze e sostenibilità sono spesso ripetute, ma non sempre accompagnate da pratiche coerenti. In questo scenario si colloca l’esperienza di FIDAInform, una federazione che da oltre trent’anni rappresenta un unicum nel panorama italiano dell’ICT: associazioni di sole persone, non di aziende, unite da un principio fondante di indipendenza. Una terzietà sostanziale, non formale, che consente di osservare l’evoluzione tecnologica senza condizionamenti commerciali e di operare nell’interesse del sistema Paese.
Fin dalla sua nascita nei primi anni Novanta, FIDAInform ha aggregato professionisti che operano ai massimi livelli del settore pubblico e privato: CIO, manager, imprenditori, esperti di sicurezza, governance e organizzazione. Un patrimonio di competenze eterogenee che permette analisi multidisciplinari e una visione ampia dei fenomeni digitali. Questa ricchezza si è tradotta nel tempo in iniziative di rilievo nazionale, contributi culturali e partecipazione ai processi di standardizzazione delle professionalità ICT, consolidando il ruolo della Federazione come interlocutore autorevole e indipendente.
Accanto alla terzietà e alla competenza, il terzo pilastro dell’identità di FIDAInform è il servizio. Da anni, molte associazioni federate praticano attività di formazione e accompagnamento gratuito, mettendo a disposizione tempo ed esperienza senza contropartite economiche. Il Piano Strategico 2025–2027 compie un passo ulteriore, riconoscendo questa vocazione come missione centrale e strutturandola in un vero e proprio modello nazionale di mentorship pro bono.
La scelta è netta: concentrare le energie su ciò che difficilmente il mercato o le istituzioni riescono a garantire in modo sistematico, ovvero un accompagnamento competente, indipendente e disinteressato. La mentorship si articola lungo tre direttrici principali: il supporto alla crescita professionale dei giovani talenti, l’accompagnamento imprenditoriale di startup e PMI innovative e il contributo alla definizione di percorsi formativi coerenti con i reali fabbisogni del mondo digitale. In questo quadro, le iniziative già attive a livello locale vengono valorizzate e messe in rete, mantenendo la loro autonomia ma acquisendo visibilità nazionale e maggiore impatto.
Un esempio significativo di questo approccio è il progetto adVentura 2025, con cui FIDAInform agisce direttamente come mentor, selezionando e affiancando startup ad alto contenuto innovativo. I progetti coinvolti spaziano dall’ingegneria per la digitalizzazione delle infrastrutture al legal tech, dalla sanità alla musica, dal cloud etico all’intelligenza artificiale applicata ai processi di business. Non si tratta di incubazione finanziaria, ma di un accompagnamento strategico che mira a rafforzare la sostenibilità, la solidità organizzativa e la consapevolezza dei fondatori.
La mentorship pro bono si inserisce inoltre in una visione più ampia, incarnata dall’iniziativa delle Comunità Collaborative. Qui la terzietà si estende oltre l’ICT, coinvolgendo mondi professionali e associativi diversi per costruire una capacità di proposta indipendente verso le istituzioni. In un contesto segnato dal peso delle grandi piattaforme tecnologiche e da equilibri geopolitici instabili, questo modello propone un’innovazione digitale orientata alle persone, non viceversa.
Terzietà, competenza e servizio non sono quindi slogan, ma scelte operative. La mentorship pro bono ne è la sintesi più concreta: un impegno gratuito e qualificato che accompagna persone e organizzazioni in una trasformazione digitale più consapevole, equa e sostenibile. Così, FIDAInform non si limita a osservare o raccontare il cambiamento, ma contribuisce a guidarlo, mettendo a disposizione del Paese ciò che ha di più prezioso: l’esperienza e la responsabilità delle sue persone.


