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    Sei qui:Home»Rubriche»Attualità»Allarme Tren Micro sulla (non) sicurezza dei protocolli dei dispositivi IIoT

    Allarme Tren Micro sulla (non) sicurezza dei protocolli dei dispositivi IIoT

    By Redazione LineaEDP10/01/2019Updated:10/01/20193 Mins Read
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    I laboratori Trend Micro rivelano difetti di progettazione che possono essere utilizzati per sottrarre dati o compiere altri tipi di attacchi

    Trend Micro, specialista riconosciuto a livello globale nelle soluzioni di cybersecurity, ha rivelato che Message Queuing Telemetry Transport (MQTT) e Constrained Application Protocol (CoAP), due tra i principali protocolli machine-to-machine (M2M) utilizzati, sono a rischio attacco, a causa di vulnerabilità significative nella progettazione.

    Contenuta all’interno dell’ultima ricerca “The Fragility of Industrial IoT’s Data Backbone”, condotta in collaborazione con il Politecnico di Milano e sviluppata da Federico Maggi, ricercatore italiano di Trend Micro Research, l’indagine che denuncia il rischio è volta a mettere in guardia le organizzazioni sulla necessità di rivedere la sicurezza in ambito OT (Operational Technology).

    Questi punti deboli possono essere sfruttati a fini di spionaggio industriale, attacchi mirati o di tipo denial-of-service.

    In un periodo di 4 mesi, infatti, i ricercatori Trend Micro hanno scoperto che oltre 200 milioni di messaggi MQTT e più di 19 milioni di messaggi CoAP erano stati trafugati a causa di server esposti. Gli attaccanti possono localizzare questi dati fuoriusciti utilizzando semplici parole di ricerca e trasformarli in informazioni su asset, personale o tecnologie che possono essere utilizzate per attacchi mirati.

    La ricerca dimostra come gli attaccanti possono controllare da remoto gli endpoint IoT o compiere attacchi denial-of-service. Inoltre, sfruttando funzionalità specifiche dei protocolli, gli hacker possono mantener accesso permanente a un obiettivo e muoversi lateralmente lungo la rete.

    Attraverso questa ricerca sono state identificate anche diverse vulnerabilità, rese pubbliche dalla Zero Day Initiative (ZDI): CVE-2017-7653, CVE-2018-11615 e CVE-2018-17614.

    Per far fronte ai rischi evidenziati dalla ricerca, Trend Micro raccomanda di:

    • Implementare le corrette policy per rimuovere i servizi M2M che non sono necessari.
    • Effettuare controlli periodici utilizzando servizi di scansione internet-wide, per assicurarsi che i dati sensibili non vengano trafugati attraverso servizi IoT pubblici.
    • Implementare un workflow per la gestione delle vulnerabilità, per proteggere la supply chain.
    • Mantenersi al passo degli standard industriali, perché la tecnologia è in continua evoluzione.

    Come riferito in una nota ufficiale da Federico Maggi, Senior Threat Researcher Trend Micro: «Le criticità che abbiamo scoperto nei due protocolli maggiormente utilizzati dai dispositivi IoT devono essere prese in seria considerazione dalle aziende e possono rappresentare l’occasione per un approccio olistico alla sicurezza degli ambienti OT. Questi protocolli non sono stai progettati pensando alla security, ma sono utilizzati in un numero sempre maggiore di ambienti critici e questo rappresenta un grande rischio. Anche hacker con risorse limitate possono sfruttare questi difetti di progettazione e vulnerabilità, per compiere movimenti laterali, furti di dati o attacchi denial-of-service».

     

     

     

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