Check Point Research, la divisione di Threat Intelligence di Check Point Software Technologies, specialista globale nelle soluzioni di sicurezza informatica, ha pubblicato il Global Threat Intelligence Report relativo al mese di agosto 2026, rivelando che in Italia le organizzazioni hanno subito in media 2.824 attacchi informatici a settimana, facendo registrare una crescita rispetto al mese precedente dell’2,5% e del 27% rispetto al dato del giugno 2025. Gli attacchi registrati nel nostro Paese sono superiori a quelli rilevati a livello globale del 16,6%. Le organizzazioni di tutto il mondo hanno, infatti, subito in media 2.422 attacchi informatici a settimana. Ciò rappresenta un aumento del 4% rispetto al mese precedente e del 22% rispetto allo stesso periodo del 2025.
I risultati indicano un generale aumento del rischio informatico, con il volume degli attacchi che ha continuato la sua tendenza al rialzo durante l’estate. Ransomware, phishing e l’esposizione dei dati legata alla GenAI sono rimasti le principali sfide per la sicurezza aziendale. Nel loro insieme, queste tendenze sottolineano la necessità di una strategia di sicurezza incentrata sulla prevenzione, in grado di fornire alle organizzazioni visibilità e controllo costanti su utenti, posta elettronica, reti, ambienti cloud e strumenti di intelligenza artificiale.
“I dati di agosto mostrano che il rischio informatico si sta espandendo su più fronti contemporaneamente”, afferma Cristiano Voschion, Country Manager per l’Italia di Check Point Software Technologies. “Con l’aumento degli attacchi, l’accelerazione del ransomware, il phishing che rimane un punto di ingresso comune e la GenAI che crea una nuova via per l’esposizione dei dati, i team di sicurezza non possono fare affidamento su difese frammentate. Hanno bisogno di una protezione incentrata sulla prevenzione che combini visibilità, controllo e automazione su rete, cloud, endpoint, posta elettronica e utilizzo dell’IA per bloccare le minacce prima che compromettano le operazioni o espongano informazioni sensibili”.
Il settore dell’istruzione continua a essere quello maggiormente preso di mira a livello globale: le organizzazioni hanno subito 5.354 attacchi settimanali, +28% rispetto all’anno precedente.
Il settore pubblico segue con 3.067 attacchi settimanali, mentre il settore dell’ospitalità, dei viaggi e del tempo libero è salito al terzo posto con 3.056 attacchi settimanali, +56%. Questo andamento riflette il modo in cui gli autori degli attacchi continuano a concentrarsi su ambienti con un’ampia base di utenti, molteplici punti di accesso e flussi di dati di valore, dove le interruzioni possono avere un impatto operativo immediato.
L’America Latina rimane la regione più colpita con 3.577 attacchi settimanali per organizzazione, in +25% rispetto ad agosto 2025.
L’Europa ha registrato la crescita più rapida, con un aumento del +28% rispetto all’anno precedente, mentre l’Africa ha raggiunto i 3.335 attacchi settimanali e l’APAC i 3.325. L’aumento registrato in Europa dimostra che la pressione informatica non si limita alle regioni tradizionalmente caratterizzate da volumi elevati, ma si sta diffondendo nelle economie digitali mature, dove le organizzazioni operano in ambienti complessi e interconnessi.
L’adozione della GenAI accelera, mantenendo l’esposizione dei dati sensibili all’ordine del giorno in materia di sicurezza. I prompt ad alto rischio relativi alla GenAI sono scesi al livello più basso degli ultimi mesi, con un prompt su 43 proveniente dalle reti aziendali che rappresentava un rischio di esposizione dei dati. Allo stesso tempo, l’utilizzo complessivo ha continuato a crescere: l’utente medio ha generato 106 prompt nel corso del mese, in aumento rispetto ai 95 di luglio e ai circa 78 di giugno. Questo contrasto suggerisce che, sebbene alcune organizzazioni stiano migliorando la consapevolezza o i controlli, la rapida espansione dell’uso della GenAI continua ad aumentare il numero di occasioni in cui informazioni sensibili potrebbero essere inserite negli strumenti senza un’adeguata governance.
L’86% delle organizzazioni che utilizzano regolarmente la GenAI è stato interessato da attività di prompt ad alto rischio. Le organizzazioni hanno utilizzato in media sette diversi strumenti di IA, ciò evidenzia una crescente sfida in termini di governance, poiché il rischio per la sicurezza non risiede solo nell’uso della GenAI in sé, ma nella mancanza di visibilità su quali dati vengono condivisi, dove finiscono e se possono essere protetti prima che si verifichi l’esposizione.
Il settore sanitario e medicale ha registrato il tasso più elevato di esposizione a prompt GenAI ad alto rischio, pari al 4%, seguito dal settore del software con il 3,6% e dai servizi alle imprese con il 3,5%. L’America Latina ha registrato il tasso regionale più elevato, pari al 3,5%, superiore alla media globale del 2,3%. Queste differenze evidenziano la necessità di una governance dell’IA specifica per settore, in particolare nei settori ricchi di dati in cui i dipendenti potrebbero essere più inclini a gestire informazioni sensibili, soggette a regolamentazione o riservate.
Aumentano le attività di phishing e i link malevoli dominano le minacce via e-mail, che è rimasto un vettore di attacco fondamentale, con una e-mail su 112 classificata come phishing, rispetto a una su 128 nel mese di luglio. I link erano presenti nel 72% delle e-mail di phishing, mentre il 14% conteneva allegati. Il continuo predominio dei link riflette quanto sia facile per gli autori degli attacchi ampliare le campagne di ingegneria sociale, adattare rapidamente le esche agli eventi di attualità o ai processi aziendali e indirizzare gli utenti verso siti finalizzati alla raccolta di credenziali o alla distribuzione di malware. A livello settoriale, le associazioni e le organizzazioni no profit hanno registrato il tasso più elevato (1,87%), seguite dal settore delle costruzioni e dell’ingegneria (1,74%). Questi settori dipendono spesso da frequenti comunicazioni esterne, donazioni, gare d’appalto, partner o fornitori, il che può rendere più difficile per gli utenti distinguere tra comunicazioni legittime e maligne.
L’attività legata al ransomware ha continuato ad accelerare nel mese di agosto. Sono stati segnalati complessivamente 1.042 attacchi ransomware, quasi il doppio rispetto al livello registrato nell’agosto 2025 e +8% rispetto a luglio. Il settore dei servizi alle imprese è rimasto quello più preso di mira, rappresentando il 36% degli attacchi ransomware segnalati, seguito dal settore manifatturiero industriale con il 13% e da quello dei beni e servizi di consumo con il 12%. La concentrazione nel settore dei servizi alle imprese suggerisce che gli autori degli attacchi continuino a dare priorità alle organizzazioni che si trovano al centro di catene di approvvigionamento più ampie e che possono causare disagi a valle su scala più estesa.
Il panorama del ransomware cambia: Qilin in testa e Orova entra nella top tre. Qilin è stato il gruppo di ransomware più attivo nel mese di agosto, responsabile del 15% degli attacchi pubblicati, seguito da The Gentlemen con il 10%. Orova è entrato per la prima volta nella top 3, rappresentando il 4%. I movimenti tra i principali gruppi di ransomware illustrano come il panorama delle minacce rimanga in continua evoluzione, con attori consolidati che mantengono la pressione mentre gruppi più recenti o in precedenza meno visibili possono rapidamente acquisire rilevanza.
Per le aziende, il panorama delle minacce del mese di agosto ribadisce l’importanza di passare da un approccio di rilevamento reattivo a uno di prevenzione proattiva, supportato da controlli di sicurezza unificati in grado di ridurre la complessità e, al contempo, aiutare i team a identificare e bloccare le minacce in ambienti digitali sempre più distribuiti.


