Il compito del Gruppo Adesso? Costruire il Futuro Digitale d’Europa
Pensate al sollievo che si prova quando la dottoressa dice: «L’ombra sulla sua radiografia è innocua. Abbiamo confrontato automaticamente l’immagine con centinaia di migliaia di casi analoghi.»
Pensate a quattro ore risparmiate in autostrada, perché è l’auto a guidare al posto vostro. A un’azienda fondata in dieci minuti. A un tentativo di frode bloccato millisecondi prima che il danno sia fatto.
Questi, per me, sono esempi concreti di futuro digitale – e li guardo con entusiasmo. Potrei citarne molti altri.
Nel lavoro come nella vita privata, una maggiore digitalizzazione migliorerebbe la vita di centinaia di milioni di persone in Europa. Non parliamo di concetti astratti come valore o efficienza, ma di qualcosa di molto tangibile: la salute delle persone che amiamo. Più sicurezza, più tempo, meno sprechi.
Una questione di atteggiamento
Ma questo futuro non può essere costruito su mode passeggere o soluzioni incompiute.
Chi è responsabile della diagnostica in medicina, della gestione di una rete elettrica o della sicurezza delle banche deve conoscere a fondo il proprio mestiere e la tecnologia.
Perché, in un panorama tecnologico che assomiglia a un campo minato fatto di promesse vuote, tendenze miopi e rischi nascosti, è la solidità a fare la differenza tra sicurezza e fallimento.
Prendiamo un esempio concreto come il rilevamento automatico delle frodi legate al conto bancario.
Una protezione efficace, che permette a tutti di dormire sonni più tranquilli, non nasce semplicemente dal fatto che le banche addestrino degli algoritmi. Richiede che chi ha responsabilità comprenda a fondo anche i processi di pagamento, i modelli di rischio e i quadri normativi di riferimento.
Questo è ciò che si intende per infrastruttura digitale: chi vuole guidare il cambiamento deve padroneggiarne le basi.
Questa eccellenza si ottiene grazie alle persone. Grazie a chi ha il coraggio di stravolgere un processo, anche se “si è sempre fatto così”. Grazie a team per i quali, nelle soluzioni di GenAI, non conta solo una messa in produzione rapida, ma anche una valutazione critica, per capire se le soluzioni AI saranno ancora, un domani, all’altezza dei requisiti di sovranità digitale. Le tecnologie sono accessibili a tutti. È l’atteggiamento a fare la differenza tra mediocrità ed eccellenza.
L’eccellenza si manifesta nel risultato finale
Questo guida i nostri clienti, questo guida il Gruppo “adesso”. Progetto dopo progetto, riga di codice dopo riga di codice, rendiamo più vicina la nostra visione di futuro digitale.
Una nuova interfaccia per le colonnine di ricarica diventa parte di una piattaforma aperta per la mobilità elettrica, che diventa parte di una rete di trasporti intelligente, che a sua volta diventa parte di una transizione verso una mobilità sostenibile.
Un nuovo sensore su una macchina diventa parte di un processo produttivo che si auto-ottimizza, che diventa parte di una catena di fornitura connessa, che a sua volta diventa parte di un’economia più resistente alle crisi.
Siamo nel pieno di questa evoluzione. Per me non esiste sfida professionale più stimolante.
Naturalmente si tratta anche di successo economico. Si parla di clienti e di quote di mercato. Perché è necessaria una solida forza economica per raggiungere insieme l’obiettivo: un futuro digitale e sovrano per l’Europa.
Il nostro futuro digitale prende forma là dove agiamo secondo i nostri valori, non negoziamo l’eccellenza e assicuriamo il successo in modo sostenibile.
La vera questione è che Europa vogliamo e come vogliamo costruirla. È questo il senso della nostra vision “Building Europe’s Digital Future”.
Una questione di metodo (Stefano Mainetti, chairman di adesso.it)
L’evoluzione degli equilibri economici, tecnologici e geopolitici rende oggi il tema della sovranità digitale europea più attuale che mai. Non come parola d’ordine, ma come scelta strutturale per
preservare autonomia decisionale e capacità di adottare tecnologie digitali in coerenza con le regole democratiche e i principi di responsabilità che ci contraddistinguono.
La sovranità digitale non è una “repatriation” indiscriminata e non coincide con la sola collocazione fisica dei dati. Quando software e cloud diventano infrastruttura industriale, la domanda centrale non è “dove sta il data center”, ma chi controlla le leve: chi può imporre condizioni, cambiare prezzi o metriche, accedere ai dati, influenzare la continuità operativa. Se un’impresa dipende da un unico fornitore per i sistemi core e non dispone di alternative realistiche, la sua libertà di scelta si riduce, indipendentemente dalla geografia.
Da qui la sequenza corretta.
Si parte dalla data governance e dalla trasparenza sull’as-is: sapere dove risiedono dati e servizi, chi può accedervi, quali dipendenze tecniche e operative esistono, quali vincoli (contrattuali e di compliance) insistono sulla catena, e qual è il costo complessivo di quella dipendenza nel ciclo di vita.
Poi serve una business impact analysis rigorosa: non per “classificare tutto come critico”, ma per misurare dove la perdita di controllo impatta davvero, con quale probabilità e con quale severità. È qui che si separa ciò che è realmente critico da ciò che può continuare a beneficiare di scala, continuità e time-to-market, senza trasformare la sovranità in un freno.
A quel punto, sugli ambiti prioritari, vanno progettate alternative concrete, non desideri: architetture e scenari praticabili (anche ibridi o multi-provider), requisiti di governance e controlli verificabili, e soprattutto portabilità e reversibilità come capacità reale, non dichiarata, con una roadmap che tenga insieme fattibilità tecnica, sostenibilità economica e continuità del servizio.
La sovranità digitale si costruisce combinando architetture modulari, solidità contrattuale, controllo effettivo su dati e chiavi di accesso, e competenze interne capaci di governare integrazioni e AI in modo tracciabile.
Questo è l’approccio di adesso.it: insieme alle capability del Gruppo adesso SE, lavoriamo al fianco dei clienti per trasformare la sovranità da principio a pratica operativa, misurabile e auditabile. L’obiettivo non è “ridurre il cloud”, ma evitare l’irreversibilità, costruire opzioni reali e proteggere una sola cosa: la capacità di decidere domani.
A cura di Mark Lohweber, CEO di adesso SE e di Stefano Mainetti, Chairman di adesso.it


