Secondo un nuovo rapporto di BCS Consultancy, società di consulenza globale nel settore dei data center, la sfida principale per il mercato italiano non è più la mancanza di domanda, bensì la complessità dell’offerta. Lo studio, intitolato “Data Centre Truths 2026: What it takes to deliver in 2026”, evidenzia come il successo nel nostro Paese sia ora determinato dalla capacità di gestire la disponibilità energetica e gli iter autorizzativi. L’analisi, che ha coinvolto oltre 3.000 professionisti europei del settore, dimostra come in Italia la capacità di esecuzione sia oggi più critica del semplice impiego di capitali.
La domanda in Europa rimane robusta: il 93% degli operatori prevede una crescita continua nei prossimi 12 mesi, mentre il 78% ha registrato un significativo incremento legato all’intelligenza artificiale nell’ultimo anno. Tuttavia, la sfida principale non è più stabilire se il mercato si espanderà, bensì dove e come questa espansione potrà concretamente realizzarsi. La ricerca rivela una crescente divergenza regionale: disponibilità energetica, carenza di competenze, iter autorizzativi complessi, volatilità della supply chain e preparazione all’IA convergono creando livelli di complessità sempre più elevati all’interno dei singoli progetti.
“Il mercato europeo dei data center non sta rallentando, ma l’offerta sta diventando sempre più frammentata”, ha dichiarato James Hart, CEO di BCS Consultancy. “Per la prima volta, garantire l’energia e ottenere le approvazioni non basta più. Nel 2026, questi elementi rappresentano solo la base di partenza. I vincoli legati a energia, spazio disponibile e densità dei rack continuano a determinare la velocità con cui la domanda di IA può tradursi in infrastruttura operativa”.
“Il dibattito in Italia è maturato rapidamente”, ha affermato Luca D’Alleva, Head of Service Italia & Iberia di BCS Consultancy. “Non si tratta più di chiedersi se ci sia domanda, ma di come soddisfarla. Stiamo assistendo a un mercato sempre più selettivo, dove avranno successo gli operatori capaci di muoversi tempestivamente con strategie di realizzazione credibili e concrete. È un mercato che premia la competenza sul campo”.
I risultati principali dell’indagine includono:
· L’esecuzione prevale sul capitale: lo studio evidenzia come nel 2026 il mercato italiano sarà caratterizzato dalla prevalenza della capacità di realizzazione sulla mera disponibilità finanziaria.
· La complessità realizzativa costituisce il principale ostacolo: il successo dipende sempre più dalla capacità di gestire disponibilità energetica e iter autorizzativi, rendendo indispensabili approcci tempestivi e pragmatici.
· La carenza di competenze rappresenta un rischio concreto per lo sviluppo dei progetti: fenomeno diffuso in tutta Europa, risulta particolarmente acuto in Italia, dove il focus sull’execution richiede team altamente specializzati. Il 95% degli operatori segnala un’ulteriore contrazione nella disponibilità di figure professionali qualificate.
· La preparazione all’IA rivela un divario crescente: a fronte della domanda trainata dall’intelligenza artificiale in rapida accelerazione, solo il 20% dei data center europei risulta attualmente idoneo, con un gap sempre più marcato tra ambizioni e capacità effettiva di implementazione.
L’analisi fornisce inoltre un focus comparativo sui mercati europei. Per l’Italia, la capacità di execution locale emerge come fattore competitivo determinante. In altri Paesi, dinamiche diverse caratterizzano il rischio di realizzazione: nel Regno Unito lo sblocco delle infrastrutture di rete, nella regione DACH la crescente pressione normativa.
“Ciò che emerge con chiarezza è che il rischio legato alla realizzazione non è più astratto”, ha aggiunto Hart. “I progetti si concludono, subiscono ritardi o vengono accantonati in base alle concrete capacità operative sul campo. La capacità di orchestrare e sequenziare l’esecuzione è ormai decisiva per determinare chi può accelerare l’ingresso sul mercato”.
“Data Centre Truths 2026” è stato sviluppato per supportare operatori, sviluppatori, investitori e policy maker nella gestione di uno scenario operativo sempre più sfidante e vincolato. Lo studio integra le prospettive dei senior consultant di BCS impegnati nei principali progetti europei, illustrando come le organizzazioni stiano ridefinendo le proprie strategie operative in risposta a questa evoluzione del mercato.


