All’evento Veeam On Tour 2026 di Milano, ospitato al Museo della Tecnologia e della Scienza, una location simbolicamente legata alla storia dell’innovazione italiana, si è sviluppata una riflessione ampia sul ruolo dei dati e dell’intelligenza artificiale nella trasformazione delle imprese. Più che un semplice meeting per aggiornarsi sulla tecnologia, l’incontro ha delineato un cambio di paradigma: non si tratta più soltanto di proteggere infrastrutture IT, ma di ripensare l’intero rapporto tra dati, sicurezza, governance e AI agentica.
La sessione si è aperta con un confronto sul significato profondo dell’attuale fase storica. L’intelligenza artificiale non è stata descritta come una tecnologia incrementale, ma come una vera e propria transizione di civiltà, paragonabile alle grandi rivoluzioni del passato. Il contributo del filosofo e studioso Sergio Bellucci ha evidenziato come il cambiamento in corso non riguardi solo l’efficienza dei processi, ma la ridefinizione del “modo di produzione del valore”. In questo scenario, l’Europa si trova in una posizione delicata: da un lato regolatore e garante di diritti, dall’altro rischia di restare spettatrice nella competizione globale tra Stati Uniti e Cina. Centrale, secondo questa visione, è il tema della fiducia, che diventa il fondamento per una diffusione sostenibile dell’intelligenza artificiale.
Focus sulla cybersecurity
Un punto chiave emerso durante il Veeam ON Tour è il ruolo della cybersecurity, non più intesa come funzione difensiva ma come elemento attivo di costruzione della fiducia digitale. In un mondo sempre più guidato da modelli AI e agenti autonomi, la sicurezza non riguarda soltanto la protezione dei sistemi, ma la possibilità stessa di far circolare dati e modelli in modo affidabile a livello globale. Senza fiducia e interoperabilità, il rischio è quello di una frammentazione tecnologica in blocchi contrapposti, con forti conseguenze anche economiche e geopolitiche.
Su questo scenario si innesta la risposta proposta da Veeam Software, che ha presentato la propria evoluzione strategica verso una “Data AI Common Platform”, un approccio che mira a superare la frammentazione tra strumenti di sicurezza, governance, compliance e resilienza. L’idea centrale è che questi ambiti, tradizionalmente separati, debbano essere integrati in un unico ecosistema capace di mettere in relazione infrastrutture, dati e modelli di intelligenza artificiale.
La nuova proposta Veeam
La piattaforma si articola in cinque domini principali. Il primo è la sicurezza dei dati, basata su classificazione automatica e analisi su larga scala di miliardi di file. Il secondo è la governance, che consente di monitorare non solo l’accesso umano ai dati, ma anche quello degli agenti AI, sempre più diffusi nelle organizzazioni. Il terzo dominio è la compliance, che permette di verificare in modo automatizzato la conformità a normative sempre più complesse come GDPR, DORA e NIS2. Il quarto è la privacy, focalizzata su consenso, finalità d’uso e sovranità del dato. Infine, la resilienza, storicamente punto di forza di Veeam, che evolve dal semplice backup al concetto di “data resilience intelligente”, in grado di garantire continuità anche in scenari complessi come attacchi ransomware o errori generati da sistemi AI.
Elemento centrale dell’architettura è il Data Command Graph, una sorta di “mappa intelligente dei dati” che permette di visualizzare relazioni, flussi e dipendenze tra informazioni, sistemi e identità. Questo approccio consente di superare la gestione a silos, offrendo una visione unificata del patrimonio informativo aziendale e introducendo un livello di contesto fondamentale per comprendere non solo dove si trovano i dati, ma anche come vengono utilizzati e da chi.
Gli Agenti AI rappresentano (anche) un pericolo
Il tema dell’intelligenza artificiale agentica è stato uno dei più rilevanti dell’intero evento. Gli agenti AI, sempre più numerosi e autonomi, accedono direttamente ai dati aziendali e operano a velocità molto superiori rispetto agli utenti umani. Questo introduce nuovi rischi: identità non umane difficili da controllare, accessi privilegiati diffusi e fenomeni di “Shadow AI”, dove sistemi non governati operano all’interno delle organizzazioni. In questo contesto, la sicurezza tradizionale basata sul perimetro non è più sufficiente: la protezione deve spostarsi direttamente sul dato.
Per rispondere a questa complessità, Veeam ha introdotto anche il concetto di “Intelligent Results” (ResOps), un’evoluzione che unisce resilienza e operations in un’unica interfaccia. Attraverso dashboard e sistemi di analisi basati su AI, le aziende possono visualizzare lo stato dei propri dati in tempo reale, identificare rischi, gestire accessi e soprattutto ripristinare informazioni in modo selettivo e chirurgico, anche tramite linguaggio naturale.
Sempre più apertura
Un ulteriore elemento chiave è l’espansione del supporto tecnologico verso ambienti sempre più eterogenei, che includono nuove piattaforme di virtualizzazione, cloud e applicazioni SaaS come Microsoft 365, oltre all’integrazione con sistemi di Identity Management come Okta e Auth0. Questo riflette la necessità di proteggere dati che non risiedono più in un unico perimetro, ma sono distribuiti su ecosistemi complessi e dinamici.
In chiusura, è stato presentato il Data AI Trust Model, un framework di assessment sviluppato insieme a partner come McKinsey e Microsoft, che permette alle aziende di valutare il proprio livello di maturità nella gestione dei dati e della sicurezza. L’obiettivo non è solo tecnologico, ma strategico: aiutare le organizzazioni a comprendere dove si trovano e come possono evolvere verso un utilizzo più sicuro e consapevole dell’intelligenza artificiale.
L’importanza dell’ecosistema
Il messaggio finale dell’evento è chiaro: nell’era dell’AI agentica, dati, sicurezza e governance non possono più essere considerati ambiti separati. La vera sfida non è solo proteggere l’infrastruttura, ma costruire un ecosistema di fiducia in cui i dati possano essere utilizzati in modo sicuro, controllato e intelligente. In questo scenario, la resilienza diventa il fondamento su cui costruire la prossima generazione di sistemi digitali.


