“La World IT Professional Day, che si celebra il 15 settembre, è un’ottima occasione per fermarsi un momento e riconoscere che questa professione sta cambiando a una velocità superiore alla capacità di adattamento di molte organizzazioni. Per anni, il lavoro in ambito IT è stato inteso come manutenzione dei sistemi, risoluzione di incidenti e garanzia di continuità operativa delle infrastrutture. Tuttavia, quel modello non rispecchia più la realtà. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale e degli agenti autonomi, il ruolo si sta inevitabilmente evolvendo.”
“Oggi i professionisti IT non si limitano più alla manutenzione dei sistemi: monitorano le decisioni delle macchine, governano gli agenti di AI e diventano elementi chiave per garantire la resilienza aziendale. Tutto ciò richiede ben più delle sole competenze tecniche: servono capacità di giudizio, attitudine alla supervisione e una profonda comprensione dell’impatto che una decisione automatizzata può avere su un’organizzazione”.
“Questo cambiamento, peraltro, avviene in un momento complesso, poiché si colloca in un contesto caratterizzato da una crescente pressione operativa. Il nostro studio sulla resilienza operativa del 2026 indica il divario di competenze — causato dall’evoluzione rapida delle minacce e dalla carenza di personale qualificato — come una delle due principali sfide per i team IT e di sicurezza. Inoltre, il 47% delle organizzazioni italiane riconosce che, negli ultimi dodici mesi, la pressione operativa su tali team è aumentata.”
“In questo scenario, gli agenti AI possono contribuire a gestire parte della complessità e ad automatizzare le attività, ma sarebbe un errore valutarli esclusivamente in base al lavoro che eliminano. La vera opportunità risiede nel liberare tempo affinché i professionisti possano interpretare, stabilire le priorità, governare i processi e anticipare gli scenari. L’AI non sostituisce il giudizio umano; al massimo lo potenzia, se impiegata per ridurre il rumore di fondo, accelerare la diagnostica e consentire ai team di concentrarsi sulle decisioni che contano davvero e che generano valore”.
“Man mano che i sistemi acquisiscono autonomia, cambierà anche il modo in cui concepiamo la responsabilità all’interno del dipartimento IT. Se una macchina è in grado di eseguire azioni, dare priorità agli incidenti o intervenire su un ambiente, ci sarà sempre qualcuno chiamato a definirne i limiti, monitorarne il comportamento e stabilire quando una decisione debba passare nelle mani di una persona. Ed è proprio qui che molte organizzazioni potrebbero non porsi ancora le domande giuste, ad esempio: ‘stiamo preparando i nostri team a utilizzare strumenti o a governare sistemi sempre più autonomi?’”
“Tutto lascia pensare che il futuro del professionista IT sarà meno legato all’esecuzione di compiti specifici e più incentrato a garantire che la tecnologia operi in modo sicuro, tracciabile e in linea con gli obiettivi aziendali. Ecco perché una ricorrenza come il World IT Professional Day può rappresentare uno spunto di riflessione per valutare se stiamo fornendo a questi team le competenze di cui hanno realmente bisogno e se li stiamo preparando a passare da un approccio reattivo a uno proattivo”.


