• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Data Center
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Intelligenza artificiale, dalla norma UNI 11621-8 alle competenze: come cambia la governance in azienda
    • IA e trasformazione digitale: la visione di AWS
    • Number Hosting: arriva la nuova soluzione FVNO per gli operatori Telco
    • Microsoft e Rubrik: nuova integrazione per contrastare gli attacchi alle identità
    • Intelligenza Artificiale: focus sull’infrastruttura
    • Password: un grande rischio cyber per la sicurezza aziendale
    • SAP accelera sull’AI: doppia acquisizione per dati e modelli di nuova generazione
    • Palo Alto Networks acquisirà Portkey per proteggere l’avvento degli agenti AI
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»Report»Servizi clienti poco efficienti: 1 consumatore italiano perde 8,8 ore all’anno

    Servizi clienti poco efficienti: 1 consumatore italiano perde 8,8 ore all’anno

    By Redazione LineaEDP15/04/20264 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Gli italiani perdono 378 milioni di ore all’anno a causa di servizi clienti poco efficienti. L’87% preferisce ancora parlare con un operatore

    servizi clienti-servicenow

    Gli italiani perdono 378 milioni di ore all’anno a causa di servizi clienti poco efficienti. Il dato emerge da “The CX Shift: Customer Expectations in the AI Era“, l’ultima ricerca ServiceNow, l’AI control tower che reinventa il business. Lo studio esplora il potenziale divario tra l’intelligenza artificiale e il suo utilizzo in ambito customer care e rivela che un servizio clienti scadente, in Italia, costa a ogni consumatore l’equivalente di 8,8 ore all’anno. È più di una giornata lavorativa, che viene spesa per gestire problemi come lunghi tempi di attesa, ripetizione delle informazioni o navigazione in sistemi lenti. La ricerca rivela anche che le organizzazioni investono in intelligenza artificiale, ma sistemi obsoleti impediscono di creare esperienze più veloci e fluide.

    Quanto tempo ci vuole per risolvere un problema?

    Lo studio rileva che i problemi dei clienti richiedono in media tre o quattro giorni per essere risolti, anche in settori progettati per essere veloci, come banking o telco. Nel manufacturing, i tempi di risoluzione raggiungono quasi una settimana lavorativa e nel tech solo il 18% dei problemi viene risolto entro un’ora. Il 58% dei consumatori italiani valuta quindi l’attuale servizio clienti come mediocre, scadente o pessimo. Inoltre, il 48% afferma che si rivolgerebbe a un concorrente dopo una singola esperienza ritenuta scarsa o lenta.

    “I consumatori italiani sprecano intere giornate lavorative per servizi che dovrebbero richiedere pochi minuti. Questo perché la maggior parte dei sistemi CRM è stata pensata per registrare le interazioni, non per risolverle. Non è una questione legata all’intelligenza artificiale ma al fatto che il CRM deve diventare un sistema di azione e non di reazione”. Afferma Filippo Giannelli, VP Italy & Israel ServiceNow.

    L’AI guadagna fiducia, ma l’empatia vince ancora

    Quasi la metà dei consumatori (45%) afferma che l’intelligenza artificiale ha migliorato il customer service. Oltre un terzo di questi (36%) segnala benefici in termini di velocità, efficienza e comodità e più della metà (60%) in merito al supporto 24/7. Ma la velocità, da sola, non è sufficiente.

    Il 45% dei consumatori cita la mancanza di empatia come una delle principali frustrazioni. Le preferenze di canale svolgono un ruolo importante: mentre l’87% preferisce il supporto telefonico, il 70% tenta prima il self-service, ma il 44% afferma che gli attuali chatbot non riescono a comprendere domande o preoccupazioni.

    “I clienti vogliono essere ascoltati e vedere i loro problemi risolti, non solo indirizzati. Ciò richiede che l’intelligenza artificiale e gli agenti umani lavorino sulla stessa piattaforma connessa, con gli stessi dati e la stessa visione del cliente e che i workflow colleghino front office, middle e back office, in maniera fluida. Questo è ciò che il moderno CRM dovrebbe offrire.” Prosegue Filippo Giannelli.

    Cosa ne pensano gli addetti ai lavori?

    Gli addetti del servizio clienti sono vincolati agli ambienti in cui lavorano e rallentati da sistemi e processi frammentati. Gli agenti dedicano solo il 39% della settimana lavorativa alla risoluzione dei problemi dei clienti. Il resto del tempo è assorbito da lavoro amministrativo, dalla navigazione tra sistemi diversi e dalla ricerca di informazioni. In Italia, l’87% degli addetti di customer service deve accedere a tre o cinque sistemi per risolvere un singolo problema. Anche l’accesso alle informazioni è più difficile in questo modo, con il 27% degli agenti che cita i dati incoerenti dei clienti come una delle principali sfide.

    La diversità di percezione tra clienti e customer service

    La ricerca rivela un divario di percezione tra ciò che desiderano i clienti e gli obiettivi dei responsabili dei customer service. La mancanza di empatia è una delle principali frustrazioni dei clienti (45%), ad esempio, ma solo il 22% dei dirigenti la riconosce come priorità. Quasi la metà dei clienti (50%) è insoddisfatta quando viene rimbalzata da un reparto all’altro, ma solo il 22% dei dirigenti riconosce questo come un problema significativo.

    L’AI come forza unificatrice

    Alla base del servizio clienti si trovano sistemi frammentati che non sono costruiti per le esigenze moderne. Meno della metà delle organizzazioni (38%) integra dati provenienti da silos in un’unica “fonte di verità”, mentre solo il 24% dispone di strategie AI a livello aziendale in grado di abbattere le barriere dipartimentali.

    Per avere clienti soddisfatti è necessaria un’intelligenza artificiale che unifichi dati, workflow e team, consentendo al CRM di evolversi da un sistema di raccolta dati a un sistema di azione. La ricerca ServiceNow mostra che quando le organizzazioni collegano i diversi servizi, possono consentire ai team in prima linea di concentrarsi su empatia, chiarezza e fiducia. Senza questo cambiamento, gli investimenti nell’intelligenza artificiale avranno prestazioni inferiori e i clienti continueranno a subire esperienze lente e frustranti.

     

    ServiceNow
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Cyberwarfare Report 2026: in Italia il 66% dei leader IT teme la paralisi dei servizi essenziali

    04/05/2026

    Var Group: agentificazione (37%), cybersecurity (60%) e consulenza trascinano la digital transformation in Italia

    28/04/2026

    L’Agentic AI e il divario di fiducia che ne ostacola l’adozione

    23/04/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    Nuova Transizione 5.0: cosa cambia?
    Il futuro del lavoro passa dai Personal Systems: l’innovazione HP tra AI e sicurezza
    AI in locale: la workstation secondo Syspack tra potenza e flessibilità
    Tra promesse e realtà: vita (vera) da System Integrator
    Data center nell’era dell’AI: infrastrutture, densità e nuove sfide per l’enterprise
    Defence Tech

    Password: un grande rischio cyber per la sicurezza aziendale

    05/05/2026

    Le password non bastano più per la sicurezza (soprattutto in previsione del Quantum)

    04/05/2026

    Il ransomware minaccia il 30% del PIL mondiale, manifatturiero italiano nel mirino

    04/05/2026

    Ransomware VECT: perchè pagare il riscatto non permette di recuperare i dati

    30/04/2026
    Report

    Cyberwarfare Report 2026: in Italia il 66% dei leader IT teme la paralisi dei servizi essenziali

    04/05/2026

    Var Group: agentificazione (37%), cybersecurity (60%) e consulenza trascinano la digital transformation in Italia

    28/04/2026

    L’Agentic AI e il divario di fiducia che ne ostacola l’adozione

    23/04/2026

    Indagine Red Hat: il divario nella sovranità dell’AI e i rischi di disruption per le imprese italiane

    21/04/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.