Il Report 2026 sull’AI linguistica “Borderless Business: Transforming Translation in the Age of AI” realizzato da DeepL, specialista globale nella ricerca e nello sviluppo di prodotti di intelligenza artificiale, rivela che, sebbene le imprese stiano investendo sempre di più nell’intelligenza artificiale, molte di queste non hanno ancora integrato l’automazione nei sistemi core e continuano a fare affidamento su processi manuali per gestire operazioni strategiche.
Basato su un sondaggio condotto tra business leader negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Giappone, il report analizza come le imprese gestiscono oggi i flussi di lavoro multilingue e individua la traduzione come uno degli ambiti più trascurati, ma fondamentali per le attività quotidiane.
Tra i principali risultati del report di DeepL:
- Il 35% delle aziende globali si affida ancora a flussi di lavoro di traduzione completamente manuali;
- Il 33% utilizza strumenti di automazione tradizionali, come sistemi di gestione della traduzione combinati con revisione umana;
- Solo il 17% ha implementato strumenti AI di nuova generazione (LLM o AI agentica) per la traduzione, il che significa che l’83% non lo ha ancora fatto;
- Il 33% indica l’espansione globale come principale fattore che guida gli investimenti nella Language AI
“L’AI è ovunque, ma l’efficienza no”, ha dichiarato Jarek Kutylowski, CEO e fondatore di DeepL. “La maggior parte delle aziende ha implementato l’AI in qualche sua forma, ma poche raggiungono una reale produttività su larga scala perché i flussi di lavoro core restano progettati attorno alle persone, non ai sistemi. Per questo è fondamentale intervenire sul workflow, non solo sul modello”.
Il report evidenzia che la traduzione svolge oggi un ruolo chiave in diverse funzioni aziendali, con le imprese che segnalano il maggiore impatto operativo in:
- Sales e marketing (26%)
- Customer support (23%)
- Area legale e finance (22%)
Allo stesso tempo, il report mostra una crescente consapevolezza della necessità di cambiamento: il 71% dei leader aziendali afferma che trasformare i workflow con l’AI sarà una priorità per il 2026.
Guardando al futuro, i rispondenti prevedono i maggiori ritorni dalla traduzione basata su AI in termini di customer experience, produttività dei dipendenti, performance di vendita e riduzione del time-to-market, a testimonianza della crescente pressione sulle organizzazioni per dimostrare un ROI misurabile dell’AI.
“Non si tratta solo di lingua, ma di processi e struttura”, ha dichiarato Harry Witzthum, Chief of Digital Transformation and AI di Caritas. “Le organizzazioni devono ripensare se i loro modelli operativi siano davvero progettati per mantenere le promesse che l’AI porta con sé”.


