L’Italia si sta affermando come uno degli hub digitali più dinamici in Europa. Secondo gli ultimi dati Terna, aggiornati ad agosto 2026, le richieste di connessione alla rete elettrica nazionale per nuovi progetti di data center hanno raggiunto 95,38 GW, distribuiti su 531 pratiche, rispetto ai 69,05 GW registrati alla fine del 2025. Un dato che testimonia il forte interesse verso lo sviluppo di nuove infrastrutture nel Paese. Sul fronte degli investimenti, secondo le analisi di Italian Data Center Association (IDA), il settore potrebbe attrarre oltre 21 miliardi di euro nei prossimi anni.
Una crescita davvero significativa trainata dalla domanda di servizi cloud e hyperscale, dall’adozione dell’intelligenza artificiale, dalle esigenze di sovranità del dato e dalla digitalizzazione di imprese e pubblica amministrazione. I data center stanno così assumendo un ruolo sempre più strategico per la competitività del Paese, configurandosi come infrastrutture critiche a supporto dell’economia digitale.
Tale incremento comporta, tuttavia, anche nuove responsabilità sul fronte della sicurezza. I moderni data center sono ecosistemi altamente complessi e interconnessi, in cui infrastrutture IT e sistemi OT convivono e si integrano sempre più strettamente. Impianti di raffreddamento, sistemi di alimentazione e backup energetico, quadri elettrici intelligenti, sensori IoT, piattaforme di Building Management System (BMS) e sistemi di monitoraggio ambientale costituiscono l’ossatura operativa che garantisce continuità e affidabilità ai servizi digitali.
Con l’aumento della scala e della distribuzione geografica delle strutture, cresce proporzionalmente anche la superficie di attacco. Ogni nuovo sistema cyber-fisico connesso rappresenta un potenziale punto di esposizione se non adeguatamente monitorato e protetto.
Il contesto normativo europeo e nazionale rende oggi questo tema ancora più centrale. La Direttiva NIS2, recepita dagli Stati membri per rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche, estende gli obblighi di gestione del rischio e di notifica degli incidenti a un numero crescente di operatori, inclusi soggetti che operano nell’ambito delle infrastrutture digitali e dei servizi essenziali. Parallelamente, in Italia, il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica impone requisiti stringenti in materia di protezione e continuità operativa per gli asset strategici del Paese.
“In uno scenario regolatorio sempre più stringente, la sicurezza OT nei data center non è più solo una best practice, ma un requisito imprescindibile. La convergenza tra IT e OT genera un livello di complessità senza precedenti: sistemi progettati per garantire efficienza e continuità devono oggi essere governati anche con una logica di cyber resilienza e compliance normativa. L’espansione accelerata della capacità installata comporta un aumento esponenziale degli asset da proteggere. Senza una visibilità completa, continua e contestualizzata di tutti i dispositivi connessi – inclusi quelli più eterogenei e difficili da monitorare – diventa estremamente complesso per i team di sicurezza dimostrare conformità ai requisiti normativi, oltre che identificare vulnerabilità, configurazioni errate o comportamenti anomali prima che si traducano in un’interruzione operativa. In questo contesto, Claroty può fare la differenza fornendo una visibilità centralizzata e costantemente aggiornata sull’intero ecosistema OT e cyber-fisico dei data center. La capacità di mappare automaticamente tutti gli asset, analizzarne il comportamento e individuare rapidamente rischi e anomalie consente di ridurre la complessità operativa, supportare i percorsi di compliance e rafforzare la resilienza complessiva dell’infrastruttura. La sicurezza dei data center non riguarda solo la protezione dei dati. Riguarda la continuità dei servizi digitali su cui si basa l’economia moderna e la capacità del Paese di rispettare standard di sicurezza sempre più elevati. Investire oggi in visibilità e protezione delle infrastrutture OT significa garantire affidabilità, resilienza e fiducia nell’intero ecosistema digitale italiano”, commenta Fabrizio Alviti, Sales Director Mediterranean Region di Claroty.


