• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Data Center
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Ferrari si affida a Bitdefender
    • Supply chain sotto controllo: la compliance diventa strategica
    • AI e cybercrime: cresce il rischio digitale globale
    • AI neuro-simbolica: quando l’AI enterprise impara a dire “perché” e “non lo so”
    • AI: cosa frena la trasformazione?
    • IA quantistica: cosa frena gli investimenti e come prepararsi
    • Akamai AI Brand Presence ottimizza i contenuti e aumenta la visibilità nella ricerca agentica
    • QR dannosi: l’allarme di Kaspersky per le nuove tecniche
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»Featured»L’Intelligenza Artificiale può mettere il turbo al business, piccolo o grande

    L’Intelligenza Artificiale può mettere il turbo al business, piccolo o grande

    By Redazione LineaEDP28/07/20206 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Oggi, non vi è alcun dubbio che l’AI possa mettere il turbo al business, piccolo o grande che sia. Ma è necessario prendere le misure di questa tecnologia. Qui la riflessione di Luigi De Vizzi, Sales Director Medium Business di Dell Technologies Italia

    Luigi De Vizzi, Sales Director Medium Business di Dell Technologies Italia
    Luigi De Vizzi, Sales Director Medium Business di Dell Technologies Italia

    Di Luigi De Vizzi, Sales Director Medium Business di Dell Technologies Italia

    Si parla molto di Intelligenza Artificiale: ma le piccole e medie imprese sono pronte a comprenderne la reale portata o pensano che sia solo una moda passeggera? Quanto l’idea “hollywoodiana” dell’AI contribuisce a dare una percezione distorta di qualcosa che non è fantascienza da grande schermo, ma un sofisticato e complesso insieme di tecnologie che può realmente aiutare il business delle aziende?

    Rispetto ad aziende più grandi o con maggiori capitali a disposizione, le medie imprese sembrano essere quelle maggiormente predisposte a prendere in considerazione le soluzioni proposte dai cosiddetti eary stage disrupters in materia di AI: sono quelle che vogliono l’Inteligenza Artificiale  e la vogliono subito. Ma secondo un sondaggio condotto dal venture capital londinese MMC Ventures, il 40% delle start-up europee registrate come imprese di Intelligenza Artificiale, in realtà non la utilizza in modo significativo. Questo fa pensare che molte aziende devono ancora comprendere il reale valore che può derivare dall’adozione di queste tecnologie prima che queste possano produrre un impatto sul loro business.

    Il buzz legato all’Intelligenza Artificiale presenta numeri molto interessanti: si prevede che il valore del mercato globale raggiungerà i 169,41 miliardi di dollari entro il 2025, in aumento rispetto ai 4,06 miliardi di dollari del 2016, a testimonianza che l’interesse e la spinta verso l’innovazione aziendale attraverso le applicazioni di IA è reale. In netta crescita anche il numero di imprese che hanno implementato una qualche forma di tecnologia di AI (+270% tra il 2015 e il 2019), ma il termine “implementazione della tecnologia AI” è piuttosto generico e potrebbe significare diverse cose. Per capire la vera scala di adozione dobbiamo prima di tutto tornare alle basi.

    L’Intelligenza Artificiale si riferisce a una parte dell’informatica che si occupa di algoritmi e si ispira all’intelligenza naturale. Comprende una serie di compiti che normalmente richiedono un’intelligenza naturale o umana, ad esempio la risoluzione di problemi, la traduzione, il riconoscimento vocale e la percezione visiva. Un’idea di questa tipologia di AI la possiamo avere quando, attraverso i nostri cellulari, chiediamo alcune informazioni o assistenza nella nostra routine quotidiana. Ma ancora siamo distanti dal replicare un comportamento umano e la complessità delle richieste gestita attualmente non è quella che i film di fantascienza ci suggeriscono.

    L’AI può essere suddivisa in due categorie. Da una parte, l’Artificial General Intelligence (AGI), l’intelligenza ipotetica di una macchina che ha la capacità di capire o imparare qualsiasi compito intellettuale che un essere umano può svolgere (sistemi cognitivi). Dall’altra l’Artificial Narrow Intelligence (ANI), che si riferisce ad aspetti specifici dell’intelligenza umana e della percezione, come il riconoscimento di volti o voci. Questa è l’AI che vediamo oggi: si tratta di trovare degli scenari applicativi.

    Il Machine Learning è una forma di AI che utilizza algoritmi per imparare partendo dai dati. Piuttosto che essere esplicitamente programmati, questi algoritmi costruiscono un modello basato su input e a loro volta usano le intuizioni risultanti per prendere decisioni o fare previsioni. Questo è il tipo di meccanismo che permette a Netflix di suggerci una serie da guardare, che ci segnala lo spam o le frodi sulle nostre carte di credito. Lo sviluppo di questi modelli è piuttosto rapido e relativamente difficile. Certo può volerci del tempo a trasmettere risultati precisi mentre si “apprende”, ma se i set di dati cambiano, il sistema continua a imparare.

    Il Deep Learning è un tipo di apprendimento automatico che utilizza strati di reti neurali per consentire agli algoritmi una maggiore libertà. Il suo funzionamento ricorda proprio quello del cervello umano: il deep learning definisce i propri criteri, non poggia su caratteristiche o elementi predefiniti come il machine learning, e impara se una cosa è giusta o sbagliata in base al suo “ragionamento”. In quest’area si stanno facendo passi da gigante, soprattutto per quanto riguarda il computer vision e il riconoscimento vocale, ma richiede un’incredibile quantità di dati e di potenza di calcolo.

    Queste tecnologie, attraverso l’automazione, sono ovunque intorno a noi. I modelli di deep learning stanno trovando numerose applicazioni in ambito sanitario, e grazie al machine learning le aziende sono guidate verso corrette intuizioni di business.

    Ma l’Intelligenza Artificiale non ha un’unica forma: nelle piccole e medie imprese è più probabile che il machine learning venga utilizzato per l’analisi dei documenti, l’individuazione delle frodi, le attività di marketing o l’ottimizzazione delle vendite: applicazioni molto pratiche e poco “sexy”. In altri casi, invece, la crescita esponenziale dei dati crea opportunità di utilizzo del machine learning in ambiti a più valore come lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi innovativi. Ma anche qui la taglia non è unica: la bontà dell’applicazione di Intelligenza Artificiale dipende da quanto efficaci sono i dati che la alimentano. Diventa dunque prioritario per le aziende mettere ordine nei dati e cominciare a familiarizzare con gli strumenti di AI a disposizione prima di qualsiasi iniziativa.

    Altro aspetto da curare, perché la sua adozione sia un successo, è il corretto approccio mentale all’AI, mettendo in conto che potranno esserci piccoli fallimenti da cui imparare prima di raggiungere i risultati desiderati. Così come gli esseri umani, anche l’AI non impara dall’oggi al domani e, soprattutto per le PMI, sarà fondamentale creare le condizioni affinchè questa tecnologia venga conosciuta e adottata, non avere troppa fretta, dotarsi delle figure e delle competenze necessarie per farlo, anche riqualificando le risorse, in modo da trarre il massimo beneficio dalla sua implementazione.

    Oggi, non vi è alcun dubbio che l’AI possa mettere il turbo al business, piccolo o grande che sia. Ma è necessario prendere le misure di questa tecnologia: l’implementazione di strategie di AI è un processo collaborativo, ed è per questo che, ad esempio, Dell Technologies fornisce ai clienti il supporto consulenziale perché la sua adozione  si trasformi in reale potenziale di business.

    Nel prossimo futuro, dobbiamo aspettarci interessanti innovazioni dall’AI, abilitate anche dall’adozione del 5G; ma per cambiare l’approccio a queste tecnologie e colmare l’esistente gap di competenze occorre che le imprese ne comprendano il reale valore e lo percepiscano come una reale esigenza aziendale.

     

    Dell Technologies Italia intelligenza artificiale Luigi De Vizzi
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Supply chain sotto controllo: la compliance diventa strategica

    26/05/2026

    AI e cybercrime: cresce il rischio digitale globale

    26/05/2026

    AI neuro-simbolica: quando l’AI enterprise impara a dire “perché” e “non lo so”

    26/05/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    IA in azienda: obblighi normativi, governance e protezione dei dati
    Hilti Power Up Tour 2026: la piattaforma Nuron evolve per i cantieri del futuro
    2027: la nuova era della depurazione 5.0
    Nuova Transizione 5.0: cosa cambia?
    Il futuro del lavoro passa dai Personal Systems: l’innovazione HP tra AI e sicurezza
    Defence Tech

    AI e cybercrime: cresce il rischio digitale globale

    26/05/2026

    QR dannosi: l’allarme di Kaspersky per le nuove tecniche

    25/05/2026

    Proofpoint si integra con la Claude Compliance API per estendere sicurezza dei dati e governance a Claude

    22/05/2026

    Rilevamento semplice delle minaccee: con Mythos cambia tutto

    22/05/2026
    Report

    AI: cosa frena la trasformazione?

    26/05/2026

    Tecnologie di frontiera, la corsa accelera: entro il 2033 il loro valore supererà i 16 mila miliardi di dollari

    25/05/2026

    Customer service: con gli agenti AI si fa sul serio

    22/05/2026

    Akamai SOTI Report: servizi finanziari a rischio

    21/05/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.