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    AI: 7 imprese su 10 investono ma solo la metà ha un ritorno economico

    By Redazione LineaEDP14/04/20265 Mins Read
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    Qui un vademecum per sfruttare la transizione digitale con fondi pubblici

    machine learning-ai-procurement
    Foto di Brian Penny da Pixabay

    Parola d’ordine: urgenza. Nel panorama globale dell’innovazione digitale, le aziende si trovano di fronte a un paradosso: da un lato l’imperativo categorico di adottare l’intelligenza artificiale per restare competitive, dall’altro una preparazione inadeguata che rischia di vanificare gli investimenti. A certificarlo è il report citato da Digital Skills and Jobs Platform of the European Union, che ha coinvolto 3.700 leader aziendali in 21 Paesi e ha analizzato i dati operativi da oltre 1.200 imprese globali. I numeri rivelano una realtà complessa: il 68% delle organizzazioni dichiara di investire “pesantemente” in forme diverse di intelligenza artificiale, che si tratti di IA agentiche, generative o machine learning, ma solo il 54% registra ritorni positivi sui propri investimenti in questo ambito, con un incremento di appena 12 punti percentuali rispetto al 2024. Un dato ancora più preoccupante emerge quando si analizza l’efficacia operativa: il 57% delle aziende ammette che l’innovazione viene spesso ritardata da problemi strutturali nel proprio stack tecnologico. Le criticità emerse dall’indagine sono molteplici e interconnesse. Le tre principali sfide per scalare i progetti AI risultano essere la complessità nell’integrazione con i sistemi IT esistenti, la carenza di talenti qualificati e i vincoli normativi.

    Ernesto Di Iorio, CEO di QuestITIn questo scenario complesso si inserisce l’attività di QuestIT by Vection Technologies, azienda italiana di riferimento nel settore dell’intelligenza artificiale applicata al linguaggio naturale. QuestIT opera come partner strategico lungo tutto il ciclo di vita del progetto di innovazione: partendo dalle esigenze reali dell’impresa, identifica le aree in cui l’AI può generare impatti misurabili su fatturato, marginalità e qualità del servizio, progettando soluzioni di intelligenza artificiale conversazionale e agentica integrate nei sistemi esistenti, per evitare interventi invasivi e valorizzare le infrastrutture già presenti. “Il problema non è solo tecnologico: è culturale, organizzativo e strategico”, spiega Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT (in foto). “Il vero salto avviene quando l’AI viene inserita in una visione di sviluppo aziendale, supportata da competenze, infrastrutture e da un uso consapevole dei fondi pubblici disponibili.” Il percorso proposto è consulenziale e strutturato, con analisi, co-progettazione e implementazione mirata, con l’obiettivo di trasformare l’AI da costo tecnologico a investimento documentabile a sostegno della crescita economica e patrimoniale dell’impresa.

    L’Italia non è certo immune da queste dinamiche, ma dispone di strumenti concreti per colmare il gap. In Italia il mercato digitale ha raggiunto nel 2025 un valore di 84,2 miliardi di euro e si stima che arriverà a 91,4 miliardi entro il 2028, secondo il rapporto Il Digitale in Italia 2025 di Anitec-Assinform, trainato principalmente dai servizi ICT, dal software e dai contenuti digitali. Secondo quanto emerso dal Digital Italy Summit 2025, il 90% degli enti italiani riconosce la rilevanza dei fondi PNRR per i progetti digitali, con una percezione di efficacia in aumento rispetto all’anno precedente. Gli strumenti a disposizione delle imprese italiane sono molteplici: dal Piano Transizione 5.0, che ha messo a disposizione risorse significative per progetti che combinano automazione intelligente, efficientamento energetico e riorganizzazione dei processi in chiave digitale, ai crediti d’imposta automatici per investimenti in beni materiali e immateriali 4.0, le misure PNRR per la digitalizzazione delle PMI e i programmi di assessment promossi da iniziative come il bando PID Next.

    A completare il quadro interviene Centro Studi Area 12, società specializzata nella gestione dei fondi pubblici per l’innovazione, con il ruolo di traduttore strategico tra l’idea imprenditoriale, la tecnologia AI di QuestIT e i bandi disponibili. “Negli ultimi mesi vediamo un crescente interesse delle imprese nel capire come trasformare i progetti di intelligenza artificiale in piani di investimento coerenti con i requisiti dei bandi PNRR, Transizione 5.0 e delle misure per la digitalizzazione”, evidenzia Centro Studi Area 12. Il lavoro congiunto copre l’intero percorso: strutturare il progetto con obiettivi e impatti misurabili, mappare gli incentivi più coerenti, nazionali, regionali e di sistema, e gestire l’iter di finanza agevolata dalla domanda alla rendicontazione finale, lasciando all’impresa la libertà di concentrarsi sull’implementazione. In quest’ottica, il Piano Transizione 5.0 diventa un’occasione per ripensare i processi aziendali in modo integrato: digitalizzazione, efficienza energetica e sviluppo di competenze come elementi di un’unica strategia integrata.

    Per aiutare le imprese a trasformare queste opportunità in risultati concreti, il vademecum elaborato da QuestIT si sviluppa in cinque pilastri operativi:

    • Assesment della maturità digitale, attraverso un’analisi approfondita di infrastrutture, processi e competenze esistenti, per capire da dove partire e quali sono le iniziative con il maggiore potenziale di impatto e di finanziabilità.
    • Definizione di una roadmap strategica personalizzata, calibrata sulle caratteristiche settoriali e dimensionali dell’azienda, con obiettivi chiari e tempi realistici, integrabili con le finestre temporali dei bandi.
    • Formazione e sviluppo del capitale umano, basato sul potenziamento delle competenze interne, affinché l’AI non resti un “oggetto esterno” ma venga utilizzata e gestita in modo consapevole dai team aziendali.
    • Implementazione tecnologica mirata, attraverso la selezione e l’integrazione delle soluzioni di intelligenza artificiale più adatte, evitando progetti frammentati e favorendo piattaforme scalabili, in grado di crescere con l’azienda.
    • Ottimizzazione finanziaria, attraverso la mappatura delle opportunità di finanziamento combinata con la progettazione in ottica di ROI, per massimizzare il ritorno sugli investimenti e ridurre il fabbisogno di risorse proprie grazie a contributi a fondo perduto e crediti d’imposta.
    QuestIT
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