• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Data Center
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Infobip ha riunito oltre 1.000 ingegneri DevDays 2026. L’obiettivo? Rafforzare il proprio impegno nel campo dell’intelligenza artificiale
    • Verso la Digital Company 2030: la visione di Cefriel nell’era della convergenza
    • ADAPTIT arriva in Italia
    • Var Group acquisisce Leapfrog
    • TeamSystem accelera su AI e internazionalizzazione e spinge i ricavi a 1,15 miliardi
    • Sicurezza aziendale: cosa cambia?
    • Expert.ai e Microsoft Italia insieme per accelerare l’adozione dell’architettura agentica
    • La sovranità digitale come leva industriale strategica
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»Featured»L’innovazione industriale, senza cybersecurity, si trasforma in rischio

    L’innovazione industriale, senza cybersecurity, si trasforma in rischio

    By Redazione LineaEDP16/12/2025Updated:16/12/20255 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Tony Anscombe, Chief Security Evangelist di ESET, spiega perché l’innovazione industriale, se non accompagnata da un adeguato approccio alla sicurezza, può trasformarsi in un rischio per il business

    innovazione
    Tony Anscombe, Chief Security Evangelist di ESET

    Oggi le fabbriche non si fermano più per guasti meccanici, ma per attacchi informatici. Nel manifatturiero, la cybersecurity è ormai una condizione indispensabile per garantire la continuità operativa: un incidente può bloccare la produzione, rallentare la supply chain e compromettere la fiducia di clienti e investitori. 

    Gli episodi recenti nel settore automobilistico lo dimostrano chiaramente. Stellantis ha comunicato di aver subito una violazione dei dati, mentre Jaguar Land Rover ha dovuto sospendere la produzione per oltre un mese a causa di un attacco ai sistemi IT. Se grandi gruppi internazionali con risorse ingenti possono subire conseguenze di questa portata, l’impatto su una piccola o media impresa, spesso con team IT ridotti, può essere ancora più grave. Nessuna realtà è davvero al sicuro. 

    Dalla compliance alla resilienza 

    Molte aziende continuano a considerare la cybersecurity come un adempimento normativo. Rispettare i requisiti minimi previsti dalla legge può garantire la conformità, ma non basta a contrastare attacchi sempre più mirati e sofisticati. Oggi il settore manifatturiero è uno dei più esposti: l’85% delle violazioni deriva da phishing, intrusioni o software compromessi. 

    La protezione digitale deve essere parte integrante della gestione aziendale, al pari della qualità o della sicurezza sul lavoro. Le domande che i vertici dovrebbero porsi non sono tecniche, ma strategiche: quanto tempo di inattività può sopportare la produzione? Quanta proprietà intellettuale si è disposti a rischiare? Qual è il livello di rischio accettabile per l’organizzazione? 

    Molti stabilimenti operano con tecnologie pensate per durare nel tempo, ma che nel corso degli anni diventano vulnerabili. Sistemi operativi non più supportati, protocolli obsoleti e configurazioni datate ampliano la superficie d’attacco e trasformano la longevità delle infrastrutture in un punto debole. Per le PMI, la scelta tra aggiornare o continuare a utilizzare tecnologie superate non è solo economica, ma strategica: il costo di un cyberattacco può facilmente superare quello di un investimento in modernizzazione. 

    Dove si annidano le vulnerabilità dell’innovazione

    Sebbene i dibattiti su Industria 4.0 si concentrino spesso sulla sicurezza OT, l’IT resta la porta d’ingresso più comune per gli attaccanti. Email di phishing, credenziali rubate e software di terze parti compromessi sono i principali punti di accesso. I produttori sono particolarmente vulnerabili perché: 

    • Gli attaccanti sanno che le fabbriche non possono permettersi fermi macchina. Le produzioni just-in-time amplificano l’impatto di un incidente, aumentando la probabilità di pagamento ai cybercriminali o di interruzioni prolungate. 
    • Le supply chain ampliano la superficie d’attacco. Le vulnerabilità nei partner o nei fornitori possono propagarsi alle operazioni interne, e viceversa. 
    • I team IT sono limitati. Le PMI manifatturiere raramente dispongono di risorse per un monitoraggio continuo e non hanno l’expertise per una risposta rapida. 
    • La proprietà intellettuale ha grande valore. Progetti, formule e prototipi sono bersagli redditizi per furti o attività di spionaggio. 

    Costruire una base resiliente per IT/OT 

    Una strategia IT prevention-first deve andare oltre le difese di base. Non basta bloccare gli attacchi; i produttori devono anticipare e neutralizzare le minacce prima che interrompano le operazioni. 

    1. Actionable Threat intelligence: dati reali sullo scenario di minaccia attuale, inclusa la conoscenza delle tattiche ransomware, delle vulnerabilità nella supply chain e delle minacce persistenti, consentono ai team di dare priorità a ciò che conta davvero. 
    1. Monitoraggio continuo: correlare le attività tra endpoint, server e applicazioni cloud aiuta a rilevare anomalie che possono segnalare un’intrusione. Il monitoraggio deve estendersi oltre l’IT tradizionale e, dove possibile, includere l’OT. Unificare IT e OT in un’unica piattaforma migliora la visibilità e la capacità di prevenire minacce. 
    1. Segmentazione e controllo degli accessi: confini chiari dei sistemi, segmentazione dell’OT, gestione rigorosa delle identità e autenticazione a più fattori impediscono i movimenti laterali degli attaccanti. 
    1. Vulnerability management: patching automatico e aggiornamenti di firmware su tutti i dispositivi e macchinari chiudono le falle sfruttabili dagli attaccanti. 
    1. Backup e ripristino: copie di backup offline conservate offsite e procedure di ripristino testate garantiscono che il ransomware non possa fermare la produzione, riducendo i tempi di fermo. 

    Queste misure, integrate con tecnologie come l’Extended Detection and Response (XDR), permettono anche alle PMI di disporre di difese efficaci senza dover allestire internamente un Security Operations Center. 

    Estendere la protezione con XDR 

    La protezione endpoint tradizionale non è più sufficiente. L’XDR unifica rilevamento e risposta su dispositivi, server e sistemi cloud, offrendo una visione completa dei dati provenienti da fonti diverse che possono segnalare un attacco in corso. Questo può essere ulteriormente potenziato con i servizi di Managed Detection and Response (MDR), che permettono anche a team IT ridotti di beneficiare di una supervisione esperta 24/7, contenimento più rapido e meno punti ciechi – adottando così un approccio prevention-first che mantiene operative fabbriche e aziende. 

    Il valore strategico della cyber resilienza per l’innovazione

    I cyberattacchi non sono rischi astratti: sono costi operativi. Il Cost of a Data Breach Report 2025 di IBM ha rilevato che la violazione media nel settore industriale costa circa 5 milioni di dollari, ma il vero danno deriva da produzione interrotta, contratti mancati e perdita di fiducia dei clienti. Considerare la cybersecurity come un rischio di business significa proteggere crescita, reputazione e resilienza. 

    Le direzioni aziendali e i consigli di amministrazione dovrebbero valutare la sostituzione delle tecnologie obsolete non come un semplice aggiornamento tecnico, ma come una scelta strategica per ridurre l’impatto che eventuali incidenti informatici possono avere sull’attività. Poiché i costi dei cyberattacchi continuano a crescere, le organizzazioni traggono vantaggio da un approccio olistico che colleghi la cybersecurity direttamente alla continuità operativa e alla resilienza finanziaria. 

    Nel manifatturiero, i team di cybersecurity devono superare una visione limitata alla sola riduzione del rischio cyber e dare priorità alle azioni che minimizzano le conseguenze economiche e le discontinuità operative per l’azienda. La cyber resilienza non significa eliminare del tutto il rischio, ma definire chiaramente una soglia di rischio accettabile e costruire difese IT abbastanza solide da mantenere operative le attività sotto pressione. 

    Nell’Industria 4.0, le fabbriche più intelligenti non saranno solo quelle più automatizzate – dovranno essere quelle più cyber-resilienti. L’innovazione senza cybersecurity è semplicemente un altro nome per il rischio di business. 

    A cura di Tony Anscombe, Chief Security Evangelist di ESET 

    Eset
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    TeamSystem accelera su AI e internazionalizzazione e spinge i ricavi a 1,15 miliardi

    20/04/2026

    Sicurezza aziendale: cosa cambia?

    20/04/2026

    IA agentica: come trasformare il potenziale in valore concreto per il business

    17/04/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    Nuova Transizione 5.0: cosa cambia?
    Il futuro del lavoro passa dai Personal Systems: l’innovazione HP tra AI e sicurezza
    AI in locale: la workstation secondo Syspack tra potenza e flessibilità
    Tra promesse e realtà: vita (vera) da System Integrator
    Data center nell’era dell’AI: infrastrutture, densità e nuove sfide per l’enterprise
    Defence Tech

    Sicurezza aziendale: cosa cambia?

    20/04/2026

    Storage immutabile: perché adottarlo oggi?

    16/04/2026

    Compliance: come restare al passo?

    16/04/2026

    Donne sempre più presenti nel mondo cyber, ma non tutte riescono a crescere allo stesso modo

    15/04/2026
    Report

    Verso la Digital Company 2030: la visione di Cefriel nell’era della convergenza

    20/04/2026

    Servizi clienti poco efficienti: 1 consumatore italiano perde 8,8 ore all’anno

    15/04/2026

    Tecnologie di frontiera, un mercato da oltre 16 mila miliardi

    13/04/2026

    AI generativa: il 92% delle aziende registra ROI positivo, con ritorni medi del 49%

    09/04/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.