Una ricerca condotta da Wolters Kluwer Tax & Accounting evidenzia che gli studi fiscali e contabili italiani sono in ritardo rispetto ai loro omologhi europei nell’integrare pienamente i servizi di consulenza nella propria offerta. Circa l’85% degli studi italiani offre servizi di advisory e consulenza, ma solo il 56% li considera attività centrale del proprio business, una percentuale inferiore alla media europea del 67%.
“La tecnologia, i dati e l’intelligenza artificiale stanno consentendo agli studi di andare oltre la semplice compliance normativa e di svolgere un ruolo sempre più strategico per i propri clienti – ha affermato Bas Kniphorst, EVP & Managing Director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Europe. – In Italia l’ambizione è chiara. La maggior parte degli studi offre già servizi di consulenza, ma molti devono ancora metterli al centro della propria attività. L’intelligenza artificiale sta accelerando questo cambiamento, offrendo un’opportunità concreta per strutturare i servizi di consulenza, renderli più scalabili e trasformarli in un motore di crescita e di creazione di valore per i clienti”.
La richiesta di consulenza strategica in Italia sta crescendo
Oggi, il 61% degli studi in Italia fornisce servizi di pianificazione e strategia fiscale aziendale, mentre il 59% offre servizi di pianificazione fiscale per persone fisiche o famiglie. La tendenza è in costante crescita: il 40% degli studi ha ampliato i propri servizi di consulenza negli ultimi tre anni e quasi la metà (46%) prevede un’ulteriore espansione nel prossimo anno.
Tuttavia, questo cambiamento non si sta ancora traducendo in un coinvolgimento costante dei clienti. Poco più di un terzo degli studi (37%) contatta proattivamente i clienti su base settimanale, rispetto al 45% a livello europeo, mentre il 5% attende ancora che siano i clienti a fare la prima mossa, più del doppio della media europea del 2%. Tra le principali ragioni che frenano il dare priorità alla consulenza figurano la scarsa domanda da parte dei clienti e le risorse limitate per sviluppare le competenze in materia.
L’Italia è in ritardo rispetto all’Europa anche nell’utilizzo dei dati da parte delle aziende che potrebbero potenziare i servizi di consulenza. Solo il 24% utilizza i feedback dei clienti per personalizzare le iniziative di relazione e contatto (media europea del 32%), e il 26% identifica le esigenze dei clienti attraverso l’analisi dei dati (media europea 31%). In particolare, quasi il 19% delle aziende non utilizza affatto i dati dei clienti per individuare opportunità di consulenza.
“Uno dei principali ostacoli alla crescita dei servizi di consulenza in Italia rimane l’onere operativo legato alle attività dicompliance, che limita il tempo a disposizione per servizi a più alto valore aggiunto. Semplificando i flussi di lavoro, riducendo le attività manuali e integrando l’intelligenza artificiale nei processi quotidiani, gli studi possono liberare tempo e sostenere la propria transizione verso i servizi di consulenza”, ha affermato Gianluca Enea, Associate Director Product Management Wolters Kluwer Tax & Accounting.
La crescente importanza dei servizi di consulenza nel settore è illustrata in un nuovo capitolo globale della ricerca Wolters Kluwer Future Ready Accountant (FRA): Advisory-first engagement: From Compliance to strategic partnership.
Basata sulle risposte di oltre 2.700 professionisti in 14 paesi, la ricerca mostra come gli studi fiscali e contabili di tutto il mondo stiano andando oltre l’adempimento normativo per instaurare relazioni strategiche con i clienti, incentrate sulla consulenza. A livello globale, il 93% degli studi offre servizi di consulenza, in aumento rispetto all’83% di appena un anno fa, con quasi due terzi (65%) che considerano la consulenza un servizio fondamentale piuttosto che un’opzione aggiuntiva.


