• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Stampanti
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Confezionamento automatico industriale: le tecnologie che riducono sprechi di materiale e tempi di linea
    • Business Data Fabric: Ericsson porta l’AI su scala enterprise con SAP
    • Idrogeno: Equinix testa una soluzione di alimentazione senza precedenti per i data center
    • Cloudflare OS: il workspace AI open source progettato per le aziende
    • Osservabilità: perché l’intelligenza deve spostarsi a monte degli stack moderni
    • Cybercrime: a luglio 2026 tornano a crescere gli attacchi globali, Italia nel mirino degli hacktivisti filorussi
    • IT Solution accreditata tra i fornitori abilitati MIMIT per il Voucher Cloud Computing e Cybersecurity
    • Analytics per l’agricoltura: i dati aiutano i micro-agricoltori del Sudafrica
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»Rubriche»Sicurezza»Attacchi avanzati: la decriptazione può aiutare a scovarli?

    Attacchi avanzati: la decriptazione può aiutare a scovarli?

    By Laura Del Rosario04/10/20234 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Alessio Mercuri, Security Engineer di Vectra AI, chiarisce perché la decriptazione non è uno strumento efficace dal punto di vista operativo per aiutare gli analisti ad individuare i segnali di attacchi avanzati all’interno di una rete

    Attacchi avanzati-sicurezza-cybersecurity
    Alessio Mercuri, Security Engineer di Vectra AI

    Gli attacchi “nation state” e RansomOps eseguiti manualmente sono diventati tra i principali e più distruttivi metodi di attacco usati dai cybercriminali. Tra i più pericolosi, sono anche difficili da individuare. La decriptazione dei payload dei pacchetti è efficace dal punto di vista operativo per aiutare gli analisti ad individuare i segnali di questi attacchi avanzati all’interno di una rete?

    La risposta breve è “no”, almeno per tre ragioni.

    La decriptazione passiva della crittografia standard, come TLS, è operativamente costosa, basti pensare che con TLS 1.3 richiede l’installazione di un agente su tutti gli endpoint connessi. La decriptazione, inoltre, non offre al difensore molti vantaggi che non siano già offerti dalla decriptazione attiva con firewall o proxy. Infine, nessuna delle due aiuta effettivamente i difensori a rintracciare il canale C2 di un attaccante avanzato o l’esfiltrazione dei dati.

    Se consideriamo il traffico ai confini della rete di un’organizzazione, dove la crittografia è prevalente, e cerchiamo segni di command and control e di esfiltrazione dei dati, scopriremo che la decriptazione offre pochissimi vantaggi ai difensori, se non addirittura nessuno, quando si tratta di rilevare attacchi avanzati nation state o attacchi criminali eseguiti manualmente come i RansomOps. Ecco perché.

    Gli strumenti di attacco nation state sono personalizzati

    Gli attori nation state di solito assemblano diverse tool chian in modo che possano essere utilizzate dalle proprie squadre di attacco. Queste tool chain spesso includono strumenti sviluppati internamente e altri standard; questi ultimi saranno altamente personalizzati per evitare di essere rilevati con metodi semplici che ne rilevino la semplice presenza.

    Inoltre, gli attori nation state più capaci aggiungeranno ulteriore complessità: configureranno gli strumenti personalizzati e quelli standard in modo diverso per ogni obiettivo e non riutilizzeranno nessuna delle infrastrutture utilizzate per condurre attacchi su obiettivi diversi. Di conseguenza, la decriptazione dei payload per eseguire le firme non produce alcun vantaggio significativo sulle capacità di rilevamento.

    Gli strumenti di attacco (RansomOps) vengono modificati

    Gli attacchi eseguiti manualmente, come accade nella maggior parte degli attacchi RansomOps, sono al servizio di un modello di business criminale che punta a fare soldi. Ecco perché per i cyber criminali non ha senso spendere grandi risorse per costruire strumenti da zero, poiché ciò riduce semplicemente i potenziali profitti.

    Al contrario, quasi tutti i cyber criminali fanno uso massiccio di strumenti disponibili sul mercato, modificando le impostazioni predefinite che la maggior parte delle soluzioni di security basate sulle firme rileverebbe.

    Per evitarlo, gli attaccanti sovrascrivono la configurazione standard, rendendo inutili le firme. L’infrastruttura è più comunemente riutilizzata, ma può essere identificata tramite domini e/o IP senza decriptazione. Proprio come nel caso degli attacchi nation state, quindi, la decriptazione dei payload per eseguire le firme non produce alcun beneficio significativo per il rilevamento.

    La decriptazione non aiuta a difendersi da attacchi avanzati

    Che ci si trovi di fronte a un attacco nation state o in presenza di un RansomOps, la violazione della crittografia TLS esterna per ottenere l’accesso alla richiesta HTTP interna non aiuta il difensore. Non esiste uno schema fisso per creare una firma e il payload effettivo (comandi inviati, risultati dei comandi restituiti, software scaricato, ecc.) è oscurato da una crittografia leggera che utilizza la chiave generata casualmente dall’attaccante.

    Quindi, a meno che un’organizzazione non sia disposta ad adottare una politica di accesso a Internet molto restrittiva (in pratica, una “whitelist” che includa solo i siti Internet di cui si fida), i canali C2 non possono essere individuati cercando pattern di byte nei payload HTTP decriptati. Il rilevamento dell’esfiltrazione segue più o meno la stessa logica. I payload interni crittografati sono impermeabili agli approcci DLP standard. L’unico altro mezzo di rilevamento di C2 o Exfil si basa sull’analisi delle informazioni sulle serie temporali dei trasferimenti di dati o sull’osservazione di semplici anomalie di volume e nessuna delle due richiede la decriptazione dell’involucro esterno.

     

    A cura di Alessio Mercuri, Security Engineer di Vectra AI

    Vectra AI
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Laura Del Rosario

    Correlati

    Cybercrime: a luglio 2026 tornano a crescere gli attacchi globali, Italia nel mirino degli hacktivisti filorussi

    06/08/2026

    Stormshield Network Security 5.1: più sicurezza per VPN, identità e reti ibride

    05/08/2026

    Phishing: Kaspersky rileva oltre 390.000 attacchi che sfruttano le piattaforme cloud

    05/08/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    TrendAI rafforza l’ecosistema: partnership, competenze e innovazione per la cybersecurity del futuro
    TrendAI punta sul canale: competenze, consulenza e servizi gestiti al centro della strategia
    Perché sono importanti i protocolli?
    Titanium: l’evoluzione del Motion Control
    IA in azienda: obblighi normativi, governance e protezione dei dati
    Defence Tech

    Cybercrime: a luglio 2026 tornano a crescere gli attacchi globali, Italia nel mirino degli hacktivisti filorussi

    06/08/2026

    Stormshield Network Security 5.1: più sicurezza per VPN, identità e reti ibride

    05/08/2026

    Phishing: Kaspersky rileva oltre 390.000 attacchi che sfruttano le piattaforme cloud

    05/08/2026

    Autonomous Security: ServiceNow accelera la cybersecurity prevention-first

    05/08/2026
    Report

    IA: il 62% dei lavoratori vuole la supervisione umana

    22/07/2026

    Agenti AI: un bel grattacapo

    21/07/2026

    Italia: cresce adozione AI ma non l’automazione

    21/07/2026

    Microimprese: usano poco l’AI perché non sanno a cosa serve

    20/07/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.